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AL VIA IL PRIMO ‘HOMEBREWING CONTEST’ DI BEERATTRACTION
Organizzato da Rimini Fiera, in collaborazione con Unionbirrai. In palio, grazie all’azienda Simatec, un impianto per la produzione della birra del valore di oltre 33mila euro.

pubblicato il 21/05/2015 19:22:42 nella sezione "Home brewers"

Rimini Fiera, in collaborazione con Unionbirrai e con l’azienda Simatec come partner tecnico, organizza il primo ‘HomeBrewing Contest’ di BeerAttraction. Dedicato a un fenomeno, quello della birra ‘casalinga’, che si sta diffondendo sempre di più anche in Italia, dove un numero crescente di appassionati produce artigianalmente la birra per sé e per i propri amici, senza venderla, ma con il sogno, prima o poi, di aprire un vero micro birrificio o un brew pub. Da oggi, uno di loro questo sogno potrà realizzarlo. Il vincitore del contest si aggiudicherà infatti un impianto per la produzione di birra artigianale del valore di 33.320 euro, messo in palio dall’azienda piemontese Simatec e già presentato e ‘testato’ nel corso di BeerAttraction 2015. Un’opportunità importante per poter passare da una produzione ‘home made’ ad una professionale e – perché no? – per decidere di aprire un brew pub.


Le tappe del contest

Le iscrizioni al concorso, riservato ai birrificatori non professionali, sono già aperte, basta scaricare la scheda di iscrizione del sito www.beerattraction.it, alla sezione
"HomeBrewing Contest" dove sono disponibili tutte le informazioni tecniche e il regolamento.

I concorrenti che vogliono partecipare devono iscriversi entro e non oltre il 15 giugno 2015.

Quattro gli step del contest che si concluderà nel corso di BeerAttraction 2016:

1) tra il 15 e il 22 giugno dovrà avvenire la consegna delle birre da parte dei concorrenti, ognuno potrà presentare al massimo 3 birre, accompagnate da una scheda tecnica di produzione che riporti lo stile di riferimento e, se si ritiene opportuno, gli eventuali ingredienti caratterizzanti. Le birre potranno appartenere agli stili scelti dal concorrente, senza alcuna limitazione, prodotte con tecnica ‘all grain’. La giuria si riunirà entro il 30 giugno e stabilirà chi passerà alla seconda fase.

2) Entro il 30 settembre è prevista la consegna delle birre della seconda fase, con i concorrenti che dovranno cimentarsi in una nuova prova e produrre 4 birre negli stili: porter, blanche, Belgian ale e ipa. La giuria si riunirà per questo secondo step entro il 7 ottobre.

3) La tappa finale vedrà i birrificatori cimentarsi con la produzione di una birra Pils presso un impianto allestito dall’azienda Simatec, nella sua sede di Vaie in provincia di Torino, entro il 30 novembre.

4) Infine il momento più atteso, con la premiazione e la consegna dell’impianto di produzione al vincitore, che è previsto nel corso della seconda edizione di BeerAttraction che si terrà dal 20 al 23 febbraio 2016 a Rimini Fiera.


Il regolamento completo è consultabile a questo link.
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GUIDA METODO BIAB
PER REALIZZARE LA BIRRA IN CASA
Metodo pratico e salva spazio adatto a tutti

pubblicato il 20/05/2015 08:54:07 nella sezione "Home brewers"

Oggi parliamo del BIAB, il Brew In A Bag o detto in altre parole "birrificare dentro un sacco". Infatti per questo metodo basterà una sola pentola in quanto non sono necessarie quelle dove praticare ammostamento e bollitura. Da qui si capiscono i principali vantaggi: tanto spazio risparmiato e una procedura più semplificata per fare la birra. Inoltre combina l'ampia possibilità di controllo dell'all-grain in fatto di ingredienti e sapore con la semplicità della birrificazione per estratti, visto che il tutto si fa in una pentola sola. Molti ritengono che il BIAB dia risultati inferiori rispetto al classico all-grain, ma bisogna dire che non ci sono prove concrete di ciò. Vediamo dunque cosa ci occorre per fare la nostra birra con il metodo BIAB.

Innanzitutto ci serviranno una pentola (e non tre come detto prima), una sacca ed eventualmente un sistema per sollevare la sacca stessa quando la cotta sarà ultimata. Basta considerare che per sollevare una sacca con 7-10 kg di malto più l'acqua potrebbe essere necessario qualche strumento per sollevarla, molti utilizzano una carrucola fissata al soffitto per sollevarla senza problemi. La sacca può essere realizzata da soli con del poliestere, meglio ancora del voile, o può essere acquistata direttamente nei negozi specializzati per l'homebrewing. Assicuratevi che riesca a mantenere almeno 10-15 Kg di peso totale. Ultimo pezzo, non necessario ma consigliato, è un falso fondo per evitare che la sacca e il fondo della pentola possano toccarsi e quindi bruciare la sacca. Nel caso, uno scolapasta metallico rovesciato basterà. Andiamo al sodo, vediamo come fare una birra con il metodo BIAB:

- inserire la sacca nella pentola, ricordandosi del falso fondo, e facendo in modo che la sacca foderi completamente la pentola;

- portare l'acqua a ebollizione, alla temperatura di mash-in;

- mettere il malto nella sacca;

- misurare ed eventualmente correggere il pH;

- dopo circa un'ora, togliere la sacca e strizzarla per recuperare acqua rimasta tra i grani;

- al liquido che rimarrà nella pentola, il mosto, si potranno aggiungere i luppoli e si potrà bollire. A questo punto il mosto è pronto, da qui le procedure sono pressoché identiche a quelle della birrificazione con estratti o kit;

- far bollire il mosto prima di aggiungere i luppoli, il momento sarà quando si formerà una schiuma gialla sulla cima (hot break) causata dalle proteine;

- a questo punto, bisognerà far raffreddare il mosto, con un refrigeratore o una serpentina in controflusso, nel frattempo preparate il lievito. Una volta raffreddata, si potrà trasferire nel fermentatore e aggiungere il lievito, avendo cura di travasare più volte il mosto dal fermentatore e viceversa per far areare il mosto e favorire la fermentazione;

- lasciar fermentare per circa due settimane

- ultimo passo, imbottigliare o infustare.

Alcune considerazioni:

- a differenza dell'all grain, il mash prenderà tutta l'acqua nella pentola, quindi, come da regola accettata da molti, conviene utilizzare il 30-50% di volume in più di acqua di quella che serve. Visto che non c'è lo sparging, il rapporto tra acqua e grani sarà diverso: 5l/ 1 Kg di malto. Si deve anche considerare che 1 Kg di grano assorbe 1.1 litri di acqua e che parte dell'acqua sparisce durante l'evaporazione e viene assorbita da grani e luppolo;

- porre particolare attenzione al pH che dovrà rimanere tra i 5.2 e i 5.6 per evitare problemi con l'ammostamento. Per controllare il pH si possono utilizzare cartine tornasole o un pHmetro;

- riscaldare l'acqua 1 °C in più del dovuto per attenuare il raffreddamento causato dall'aggiunta dei grani nella sacca;

- mescolare spesso per uniformare la temperatura, in quanto può accadere che la temperatura sul fondo sia più alta di quella in cima alla pentola, rendendo difficile mantenerla stabile;

- quando il mosto è pronto, basterà sollevare la sacca, facendo attenzione a non schizzare o introdurre aria;

- per rimuovere tracce di luppolo e residui di hot break è consigliabile passare la birra per il sacchetto filtrante o si può utilizzare la hop bag;

- la birra realizzata con questo metodo può essere leggermente torbida per via dello scarso filtraggio, per ovviare al problema si può aggiungere Irish Moss durante i 10 minuti prima della fine della bollitura;

- attenzione a quando si solleva la sacca, dopo la bollitura sarà pesante e molto calda!

Il metodo è perfetto per principianti ed esperti e come detto vi bastano una pentola, una sacca e poca altra attrezzatura per cominciare. Ora sapete come fare, non vi resta che provare questo semplice ma efficace metodo!
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MALATTIE E PARASSITI DEL LUPPOLO
Come eliminare i parassiti e le malattie del luppolo

pubblicato il 14/05/2015 01:04:51 nella sezione "Home brewers"

Il luppolo, come tutte le altre piante, può ammalarsi o essere infestato da parassiti. Chi vuole coltivare il luppolo deve quindi essere in grado di riconoscere i sintomi prima che le piante subiscano gravi danni. Di seguito vediamo quali sono le malattie e i parassiti che affliggono le nostre piante preferite:

MALATTIE

- Finta Muffa (Downy Mildew) (foto 2)
La più comune delle malattie del luppolo si diffonde tramite un fungo che va a colpire direttamente le foglie facendole diventare più chiare, dietro si possono vedere dei funghi grigi, i fiori diventano duri e non crescono, mentre i coni presentano delle chiare macchie marroni. La causa principale della comparsa di questo fungo è l'umidità, quindi evitare di bagnare la pianta e tagliare i rami contaminati, evitando il contatto con il terreno. In casi gravi spruzzare fungicida a base di rame.

- Vera Muffa (Powdery Mildew) (foto 1)
Causata da un fungo che lascia delle ben visibili macchie bianche su tutti e due i lati delle foglie e fa appassire i coni. Basta eliminare le foglie colpite e in casi gravi usare un fungicida a base di zolfo. Questo tipo di muffa non è molto comune nel luppolo, colpisce sopratutto le rose e le piante da frutto.

- Annerimento della radice (Phytophthora Citricola)
Come suggerisce il nome stesso, la radice diventa nera, marcia e molle, con declino della crescita degli steli. E' causata dall'eccessivo innaffiamento della pianta che causa un terreno molle con pozze d'acqua che non vengono assorbite.

- Appassimento Abiotico
Si può riconoscere subito dallo stelo che presenta delle fratture da cui fuoriesce la linfa della pianta, a causa di ciò lo stelo sembra bagnato. E' causato dalla concentrazione di eptacloro epossido, quindi evitare i campi con concentramento di questa sostanza è la miglior cosa, tuttavia alcuni esemplari come 'Cluster', 'Olympic', 'Chinook' e 'Bullion' sembrano essere i più resistenti.

- Carbonchio della punta del cono (foto 3)
Causato da due specie di funghi, il "Fusarium avenaceum" e il "F. sambucinum", la cui crescita è favorita dall'umidità, quindi evitare di bagnare la pianta ma solo il terreno. L'infezione parte dalla punta, che diventa marrone, e arriva fino allo stelo.

- Red Crown Rot
Il fungo "Phacidiopycnis sp." si inserisce nelle ferite della corteccia del luppolo e causa diversi problemi alla pianta come: indebolimento e ingiallimento, i rizomi e le radici presentano una crescita contorta, la corteccia diventa marrone, gli organi interni diventano rossicci. Per risolvere i problema, eliminare le parti afflitte dal fungo.

- Appassimento da Verticillium
Causato da due funghi, il "Verticillium nonalfalfae" e "Verticillium dahliae", infesta la pianta tramite le radichette. Le foglie ingialliscono e muoiono, la parte sotto la corteccia presenta una colorazione marrone chiaro. Per evitare il problema, ricorrere a piante resistenti, evitare l'eccessiva irrigazione durante le prime fasi.

- Botrite
Fungo che si presenta durante i periodi di siccità e colpisce solo i coni che diventano rossicci.


PARASSITI

- Afidi della foglia (foto 4)
Insetti che colpiscono sopratutto durante il periodo tra maggio e giugno, sono molto piccoli (2 mm) e succhiano la linfa delle foglie. Molto comuni, se non controllati possono comprometter il raccolto. Per eliminarli, usare u buon insetticida spray prima dei 40-50 giorni dalla raccolta per evitare residui di insetticida sui coni. In alternativa anche le coccinelle funzionano, visto che sono ghiotte di questi insetti.

- Acari (Tetranychus urticae) (foto 5)
Il comune ragnetto, detto anche ragnetto rosso, succhia la linfa delle foglie dalla parte posteriore, facendole diventare gialle o rossastre e allo stesso tempo facendo seccare i coni. Basta un comune insetticida per eliminarlo o se volete utilizzare altri metodi, bastano le coccinelle oppure si possono levare direttamente a mano, con un po' di acqua o con degli spray al peperoncino o all'aglio. Unica accortezza: vanno eliminati nelle prime fasi in via precauzionale, se lasciati incontrollati possono compromettere il raccolto.

- Nematodi
Endoparassiti che lasciano sulle radici delle protuberanze, delle cisti, che variano dal bianco al marroncino.


La migliore cura è la prevenzione: controllare sempre i luppoli, sopratutto nelle prime fasi di crescita. Bastano pochi controlli e qualche accorgimento per avere un bel luppoleto verde, sano e pronto per le nostre birre!
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COME CONSERVARE LUPPOLO, MALTO E LIEVITO
Guida su come conservare gli ingredienti fondamentali per gli homebrewers

pubblicato il 08/05/2015 21:06:21 nella sezione "Home brewers"

Come conservare il luppolo, il malto e il lievito? Queste è una delle domande che gli homebrewers alle prime armi si pongono spesso. Questi tre elementi sono la base delle nostre future birre, dovranno essere sempre freschissimi, ma nel caso non si riescano ad utilizzare il più presto possibile è utile sapere come conservarli per evitare di buttare preziosi ingredienti.

Partiamo dall'ingrediente verde: il luppolo. Essendo molto delicato dovrà essere protetto da luce, calore e ossigeno, quindi la miglior cosa è inserirlo in sacchi sigillati sotto vuoto e metterli nel freezer come spiegato dall'eccellente
guida di Massimo Faraggi. Nel caso non si disponga di sacchetti sottovuoto, sarà meglio sigillarli ermeticamente, onde evitare danni causati dal freddo. Molti concordano sul fatto che si possa conservare anche in frigorifero, però il rischio è che i sapori e gli aromi del luppolo vadano persi molto velocemente. Solitamente si è notato che il luppolo in pellets si conservi meglio di quello in coni e in ogni caso, come detto prima, prima si usa il luppolo, più fresco sarà e più la nostra birra potrà assorbirne i sapori e gli elementi essenziali. In alternativa ai sacchetti sigillati o sottovuoto si possono usare dei semplici barattoli di vetro, comprimendo i luppoli all'interno per ridurre l'aria e quindi l'ossigeno al minimo per poi metterli nel freezer.

Il lievito è l'ingrediente più facile da conservare, basta tenerlo nella confezione originale e tenere nota della data di scadenza sul retro, un lievito scaduto può portare a tante conseguenze per la birra, come ad esempio una sovracarbonazione che può trasformare le nostre bottiglie di birra in bombe ad orologeria! Generalmente è bene conservare il lievito intorno alla temperatura di 1 °C e di tirarlo fuori dal frigo un paio d'ore prima dell'utilizzo onde evitare shock termici che lo potrebbero danneggiare.

Il metodo di conservazione tra il malto in grani e quello macinato è lo stesso: conservarlo in un luogo asciutto e con poca umidità in borse ermetiche ad una temperatura tra i 10 e i 20 °C per proteggerlo da muffe, batteri e insetti. La differenza sostanziale è che il malto in grani può durare anche un anno o più, mentre il macinato dai due ai tre mesi.

La cosa migliore per gli ingredienti come malto e luppolo sarebbe di conservarli in sacchetti sottovuoto, tramite macchinetta apposita o comunque con la minore presenza possibile di aria. Le macchinette sotto vuoto solitamente su internet si possono trovare di fascia basso-media dai 30 ai 100€, un buon investimento se si considera che gli ingredienti conservati sottovuoto possono resistere anche un anno senza problemi.
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COME RISOLVERE I DIFETTI DELLA BIRRA
Lista completa per eliminare i cattivi odori dalla birra

pubblicato il 30/04/2015 12:56:29 nella sezione "Home brewers"

Quante volte vi sarà capitato di dover combattere con i problemi che sorgono durante la preparazione della vostra birra? Cattivi odori di diacetile, fenolico, cerotto e chi più ne ha più ne metta. Per aiutare nel risolvere questi difetti è stato preparato un ottimo documento del 2012 per il Beer Judge Certification Program (BJCP) e la American Homebrewers Association (AHA) chiamato "Beer Fault List", ovvero la "Lista dei Difetti della Birra" che oggi traduco per chiunque abbia la sventura di incappare in questi difetti della birra:

Acetaldeide - mele verdi appena tagliate
Assicurarsi che la fermentazione sia vigorosa utilizzando lievito sano. Permettere una piena attenuazione. Lasciare agire i lieviti più a lungo. Ossigenare il mosto completamente. Provare con un altro ceppo di lievito. Assicurarsi che le sostanze nutrienti per i lieviti siano sufficienti. Lasciare maturare la birra più a lungo.

Acetoso - Acido acetico, asprezza simile a quella dell'aceto
Verificare la presenza di infezioni. Controllare il ceppo del lievito. Verificare la presenza di fonti di ossidazione (l'acetobacter è aerobico).

Affumicato (fenolico) - Sapori di fumo, carbone, bruciato
Verificare la presenza di residui bruciati. Controllare l'uso eccessivo di malti scuri. Verificare la presenza di infezioni.

Alcolico/Caldo - speziato, vinoso, riscaldamento da etanolo e alcol superiori
Temperatura di fermentazione bassa. Utilizzare un ceppo di lievito meno attenuante. Controllare la salute del lievito. Utilizzare meno fermentabili. Utilizzare meno aggiunte di zucchero. Verificare la presenza di possibili infezioni. Aumentare la temperatura del mash. Lasciare maturare la birra più a lungo.

Amaro, Acido - Acido lattico, acido citrico, affilato, acidità pulita
Verificare la presenza di infezioni. Controllare il ceppo di lievito. Non fare il mash per lunghi periodi di tempo a bassa temperatura.

Ammuffito - Stantio, ammuffito, odori di cantina
Evitare l'ossidazione (vedi ossidato). Controllare la sanitizzazione. Evitare il malto pet-smoked. Controllare l'acqua per la freschezza e il gusto. Usare ingredienti freschi (soprattutto malto e luppolo).

Astringente - Fa increspare la bocca, durezza persistente, granulosità simile ad una buccia
Non praticare l'oversparge. Non macinare troppo il grano. Non bollire il grano. Non fare lo sparge con la temperatura dell'acqua sopra i 170°. Non fare lo sparge con acqua con un pH elevato (oltre 6). Utilizzare acqua con contenuto di solfato inferiore. Utilizzare cereali meno scuri (soprattutto malto nero). Utilizzare meno luppoli interi (specialmente luppoli ad alto contenuto di alfa-acidi o semplicemente grandi quantità di luppolo). Evitare l'uso di spezie prime, succo e bucce di frutta.

Colpito dalla luce - cattivo odore, "skunky"
Non esporre il mosto o la birra alla luce solare dopo che sono stati aggiunti i luppoli. Non utilizzare bottiglie di vetro trasparenti o verdi. Evitare l'uso di luppoli Cluster nelle successive aggiunte di luppolo.

Diacetile - Burroso, caramellato, popcorn
Provare con un altro ceppo di lievito. Ossigenare il mosto prima della fermentazione. Ridurre la temperatura di fermentazione primaria. provare con un fermentazione secondaria più calda e più lunga. Utilizzare lievito sano in quantità sufficiente. Assicurarsi che le sostanze nutrienti per i lieviti siano sufficienti. Verificare la presenza di infezioni. Lasciare agire i lieviti più a lungo fino ad una completa attenuazione. Non filtrare troppo presto. Se la birra è una lager, alzare la temperatura per un rest del diacetile alla fine del fermentazione. Bottiglie a temperatura di cantina. Evitare di aggiungere ossigeno durante la fermentazione.

DMS (dimetil-solfuro) - Mais cotto
Fare una lunga e aperta bollitura. Ridurre la quantità di malto pilsner. Raffreddare velocemente prima di fare il pitching del lievito. Verificare la presenza di infezione. Assicurarsi di utilizzare un sano, vigoroso starter di lieviti.

Erboso - Erba fresca tagliata, foglie verdi
Ridurre il dry-hopping o la quantità di luppoli interi. Evitare il pickup di ossigeno. Controllare la freschezza del luppolo e del malto.

Estero - Fruttato (fragola, pera, banana,mela, uva, agrumi)
Temperatura di fermentazione più bassa. Provare con un ceppo di lievito più pulito. Ossigenare sufficientemente il mosto. Ridurre la gravità originale. Controllare le varietà di luppolo per le caratteristiche fruttate. Evitare di riportare troppo break nel fermentatore. Sufficienti quantità di lievito (evitare lo stress dellievito). Condizionare le bottiglie e far maturare la birra più a lungo a temperatura di cantina per ridurre gli esteri.

Medicinale (clorofenolico) - clorosettico, armadietto dei medicinali
Evitare l'acqua con cloro o clorammine. Evitare i disinfettanti alla candeggina. Ridurre
le fonti di astringenza o di buccia di grano. Evitare l'uso eccessivo di luppoli interi. Verificare la presenza di infezioni.

Metallico - Ferro, rame, monete, sangue
Controllare l'acqua per ioni metallici. Ridurre i sali nell'acqua. Controllare che non ci sia ruggine nell'attrezzatura. Assicurarsi che l'attrezzatura in acciaio inossidabile sia adeguatamente passivata. Lavare completamente con il disinfettante. Provate ad aggiungere sali, se necessario.

Odori di lievito - Odori simili a pane, zolfo e lievito
Utilizzare un ceppo di lievito più flocculante. Lasciare al lievito tempo sufficiente per flocculare. Filtrare la birra o usare chiarificanti. Evitare di riportare tanto lievito. Far maturare troppo la birra. Provare con un altro ceppo di lievito.

Ossidato - Stantio, cartaceo, cartone
Verificare la presenza di ossigeno introdotto nella post-fermentazione della birra. Non schizzare durante l'imbottigliamento. Controllare i tappi e le guarnizioni dei kegs. Epurare le bottiglie e i barili con CO2 prima del riempimento. Conservare la birra fresca. Bere la birra quando è fresca.

Plastica (fenolico) - Cerotto, nastro isolante, stirene
Verificare la presenza di infezioni. Controllare il ceppo di lievito e la salute. Temperatura di fermentazione più bassa.

Solvente - Brucia il palato
Temperatura di fermentazione più bassa. Quantità sufficiente di lievito sano e attivo. Verificare la presenza di infezioni. Provate un ceppo di lievito diverso.

Speziato (fenolico) - Chiodo di garofano, pepe, vaniglia, etc.
Utilizzare una varietà di lievito o di luppolo diverso e/o di varietà di luppolo. Regolare la temperatura di fermentazione (a volte più alta, a volte più bassa, a seconda del ceppo di lievito e dello stile di birra).

Vegetale - Cotto, verdure in scatola o marce (cavoli, sedano, cipolla, asparagi, pastinaca)
Incoraggiare una veloce e vigorosa fermentazione (utilizzare uno starter sano e attivo, questo è spesso dovuto ad una contaminazione batterica del mosto prima che il lievito si radichi). Controllare la sanitizazzione. Controllare che non ci siano ingredienti vecchi, andati a male o scaduti (soprattutto l'estratto di malto liquido). Evitare l'oversparging a basse temperature.

Zolfo - Uova marce, fiammiferi accesi
Verificare la presenza di infezioni. Controllare i solfati in eccesso nell'acqua. Controllare la salute del lievito. Verificare l'autolisi del lievito. Provare con un altro ceppo di lievito.

Potete trovare il documento originale
qui.
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CORSI GRATUITI PER HOMEBREWERS
Nuovi corsi per imparare a fare la propria birra in casa da Maggio a Giugno
lazio (roma) grottaferrata

pubblicato il 28/04/2015 19:35:15 nella sezione "Home brewers"

Nuova serie di corsi gratuiti dell'homebrewer Giuseppe Marella, alias
Mandrake Birra, per chi vuole sapere come realizzare la propria birra in casa che faranno da panoramica a tutte le fasi di produzione della birra con diversi metodi:

Giovedì 07 Maggio
Corso E+G (con estratti di malto + grani e luppolatura)

Mercoledì 27 Maggio
Corso E+L (con estratti di luppolo e luppolatura)

Giovedì 11 Giugno
Corso e gran cotta sotto le stelle! Quota di partecipazione di 30€ comprensiva di fermentatore completo di rubinetto e gorgogliatore e sfiziosa cena a buffet. Prenotazione obbligatoria.

Domenica 21 Giugno
Dalla mattina alla sera: seconda edizione di "Quelli che il gorgogliatore". Giornata interamente dedicata agli homebrewer.

Tutti i corsi si terranno presso il risto-pub Hideout di Grottaferrata in collaborazione con Polsinelli Enologia e Beerewine. Per informazioni e prenotazioni ai corsi telefonare 324/6383841 o visitare il sito Birra Castelli Romani.

Chi è "Mandrake Birra"?
Mastro ed Esperto birraio, produce birra all-grain da 23 anni, sperimenta e sviluppa ricette per birrifici e privati, ha contatti con il belgio brugge, realizza le sue birre con i suoi lieviti e tiene corsi per aspiranti homebrewers, dove chiunque può imparare come realizzare la propria birra.

Il risto-pub Hideout è in viale Vittorio Veneto,47
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BIRRE INVECCHIATE IN BOTTE, 6 CONSIGLI PER GLI HOMEBREWERS
Spunti su come conservare la birra nelle botti di legno

pubblicato il 20/04/2015 06:32:30 nella sezione "Home brewers"

Le birre affinate in botte stanno diventando sempre più popolari grazie al loro complesso insieme di aromi e profumi che le caratterizzano. Quando la birra viene inserita nella botte, viene assorbita dalle doghe della botte per poi essere spinta nuovamente fuori, assorbendo così le componenti chimiche, gli aromi e i profumi lasciati nella botte dall'alcolico che prima conteneva, come vino, whisky e bourbon ad esempio. Le botti erano utilizzate nel passato, oggi invece si preferisce il tino d'acciaio, molto più facile da pulire e molto più igienico, anche se le botti stanno spopolando sia in Belgio che negli Usa, con gli homebrewer che hanno riscoperto questo sistema per fare la birra. Realizzare però questo tipo di birre può non essere facile, data la complessità dell'operazione, ma visto il risultato finale, ne vale certamente la pena! Vediamo perciò degli utili consigli su come realizzare la nostra birra affinata in botte:

- SCELTA DELLA BOTTE
Cominciamo chiaramente dall'elemento principale: la botte. Per iniziare l'ideale sarebbe una botte piccola da 50 litri o anche meno, ma nulla impedisce di provare con una botte più grande. L'ideale sarebbe prendere botti che sono state utilizzate fino a uno, massimo due giorni prima in modo tale che gli aromi e i sapori dell'alcolico che prima stava nella botte rimangano intatti. Nel caso che si prenda una botte nuova, si dovrà pulire attentamente per eliminare eventuali residui e sostanze del legno. Altra cosa da considerare è la dimensione: più piccola è la botte, più veloce sarà l'assorbimento dei composti e degli aromi. Inoltre si dovrà anche scegliere il legno di cui è composta la botte, in commercio se ne possono trovare di tanti tipi: quercia, ciliegio, castagno, acacia e il più conosciuto e utilizzato di tutti, il rovere.

- SCELTA DELLO STILE
Solitamente si preferiscono stili con sapori forti come Imperial Stout, Dubbels, strong ales oppure birre acide. Si consiglia invece di evitare stili più freschi e leggeri come APA e IPA poiché i forti sentori lasciati dalla botte contrasterebbero troppo i sapori freschi di questi stili.

- QUANTO DEVE RESTARE LA BIRRA NELLA BOTTE?
Dipende da che tipo di birra volete realizzare e dalle dimensioni della botte, come detto prima. Una cosa bisogna chiarirla: la birra in botte non è per gli impazienti o per chi vuole investire poco tempo nella sua realizzazione. Molti homebrewer che provano questo sistema all'inizio si aspettano che la birra sia pronta dopo un paio di settimane, la verità è che sono necessari almeno alcuni mesi. Se si vogliono dei leggeri sentori di legno o se la botte è piccola, già dopo due mesi la birra potrebbe essere pronta, se invece si vogliono dei sapori più marcati dalla botte o se la botte è grande ci possono volere anche dai 6 ai 12 mesi se non di più. Per quanto riguarda la temperatura, solitamente si mantiene la botte ad una temperatura costante tra i 12 e i 15 °C, anche se delle variazioni di temperatura possono far espandere o contrarre il legno, favorendo così l'assorbimento e la fuoriuscita della birra dalle doghe.

- SAPORI DI FRUTTA PER LA BIRRA
Punto riservato a chi intende fare una sour. Dare un sapore di frutta alla birra, può non essere facile, in quanto aggiungere semplicemente la frutta potrebbe non dare i risultati sperati e bisogna anche considerare che la frutta può contenere batteri che andrebbero a contaminare inevitabilmente la birra, nonostante l'accurata pulizia. Alcuni birrifici aggiungono frutta durante il whirlpool in modo tale che il calore sterilizzi la frutta, altri invece pastorizzano la purea prima di aggiungerla.

- IMBOTTIGLIAMENTO E CONCLUSIONE
Quando la birra sarà pronta, possiamo finalmente passare all'imbottigliamento. Prima di imbottigliarla, la birra dovrà essere versata in un contenitore pulito e sanitizzato dove potrà riposare per un paio di giorni. In questo modo pezzetti di legno e sedimenti si poseranno sul fondo.

Ultimo punto, la birra in botte non è il più semplice dei metodi, ma non è neanche così complicato come si crede. E in più chi ha sperimentato questo metodo ha aggiunto che è anche divertente: veder maturare la birra, immaginarla assorbire i sapori e gli aromi del legno e assaggiarla di tanto in tanto per vedere se è pronta sono solo alcuni degli aspetti che rendono questo sistema così affascinante.
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CONCORSO INTERNAZIONALE HOMEBREWERS BIRRANDO.....SI IMPARA!!!! 2015
Sabato 07 e domenica 08 Marzo a Manocalzati
campania (avellino) manocalzati

pubblicato il 04/03/2015 19:31:18 nella sezione "Home brewers"

Sabato 7 e domenica 8 Marzo a Manocalzati presso il castello medioevale di San Barbato si terrà la quinta edizione di "Concorso Internazionale Homebrewers" organizzato da Birrando....Si Impara!!!, evento aperto a tutti gli homebrewers d'Italia che vogliono confrontarsi in un clima di festa.

Gli eventi in prigramma sono tanti, cominciamo dal concroso vero e proprio dove una giuria presieduta da Manuele Colonna, celebre publican del Ma che siete venuti a fà di Roma, deciderà la migliore birra del concorso. Ospiti speciali dell'evento saranno Edward Allingham "the Mad Brewer” del Leatherbritches Brewery e Venerando Valastro direttamente da "I Re della Griglia" di DMax. Inoltre durante la giornata si terrà una cotta pubblica e ci sarà un angolo ludoteca per i più piccoli. Questo il programma delle due giornate:

Sabato 07 Marzo
ore 21:00 - Percorso degustativo e cena birraia a cura della Pro Loco di Manocalzati e condotta da Birrando....si Impara! Ospite d'onore Venerando Valastro direttamente da "I Re della Griglia" di DMax

Domenica 08 Marzo
ore 09:30 - Inaugurazione
ore 10:30 - Convegno Birra e Territorio
ore 16:30 - La birra fai da te a cura di Birrando....si Impara!!!
ore 19:00 - Premiazione
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COME UTILIZZARE IL DENSIMETRO
Strumento fondamentale per misurare la densità

pubblicato il 23/02/2015 20:54:54 nella sezione "Home brewers"

Il densimetro è un indispensabile strumento per gli homebrewer che consente di misurare la densità, controllare la fermentazione e aiutare a determinare se una birra è "pronta".
Ma per il principiante può essere uno strumento inquietante da utilizzare. Diamo un'occhiata al densimetro e sui modi per ottenere letture più accurate delle nostre birre. Cosa è il peso specifico? Prima di tuffarsi nel corretto uso del densimetro, è importante capire che cosa sta misurando lo strumento: il peso specifico. Il peso specifico è la misura della densità di un liquido a temperatura e pressione specifica. Nel caso della birra fatta in casa, stiamo misurando la quantità di zuccheri disciolti nel mosto o nella birra rispetto all'acqua. L'acqua pura ha un peso specifico di 1.000, e come gli zuccheri si disciolgono nella soluzione la densità aumenterà.

Come usare un densimetro
Posizionare il campione in un contenitore abbastanza grande da permettere al densimetro di fluttuare liberamente senza toccare il fondo o i lati del contenitore. Una volta che il liquido è nel contenitore, posizionare il densimetro nel campione e dare un colpo leggero. Il densimetro eventualmente finirà col depositarsi sul fondo per poi risalire. A volte si attaccherà al lato della provetta, quindi assicuratevi che fluttui liberamente prima di prendere la lettura.

Come leggere un densimetro
La lettura sembra semplice, pensate che la superficie del liquido coinciderà con una tacca del densimetro, giusto? In realtà, è un po 'più complicato di così. Si prende la lettura dal fondo del cosiddetto menisco. Il menisco è la conca della superficie di un liquido e di solito si verifica nei contenitori come le provette.

Correzione del densimetro e calibrazione
È importante notare che i densimetri sono calibrati per l'uso in un liquido ad una certa temperatura. La taratura del densimetro sarà nelle istruzioni, si consiglia di controllarla sempre prima di utilizzarlo. Per tararlo, prelevare un campione di acqua distillata alla temperatura della taratura del densimetro. Se la lettura è di 1.000, lo strumento è calibrato correttamente. Se è troppo alta o bassa dovremo ricalibrare lo strumento. Lo faremo in modo semplice, con un po' di vernice marchiamo dove il liquido sta segnando 1.000 e da lì regoleremo lo strumento.
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I 15 ERRORI PIU' COMUNI DEGLI HOMEBREWERS PRINCIPIANTI
Quali sono i problemi più diffusi da evitare e come risolverli

pubblicato il 11/02/2015 02:07:19 nella sezione "Home brewers"

Fare la birra in casa non è semplice, questo lo sappiamo tutti, specialmente per chi è alle prime armi e tende a fare degli errori molto comuni. Girando per il web si possono trovare tante guide su come risolvere questi problemi, ecco perché ho deciso di raccogliere i problemi più diffusi e raggrupparli in un'unico post.

1) Errata sanitizzazione
La pulizia e l'igiene sono le prime regole per chi vuole produrre in casa la birra! Una scorretta pulizia può lasciare depositi di batteri che possono alterare drasticamente la birra rendendola infetta e imbevibile. Quindi onde evitare di buttare una giornata di duro lavoro, ricordare sempre di pulire per bene: pulire con uno straccio nuovo e con i giusti prodotti, strofinare con una spugna non abrasiva le macchie più dure e controllare ogni angolo, senza lasciare macchie o depositi. Altro suggerimento: se si utilizzano attrezzature in plastica cambiarle una volta l'anno, poiché rimangono sempre delle microscopiche sacche di batteri molto difficili da eliminare, meglio cambiarle per non rischiare infezioni.

2) Bottiglie non pulite
Alcuni homebrewers utilizzano le vecchie bottiglie di birra vuote per imbottigliare le proprie birre, in questo caso ricordare di pulirle molto bene in quanto i depositi di batteri si nascondono sempre nelle bottiglie non pulite. In questo caso utilizzare prodotti adatti e acqua calda, in caso contrario c'è il rischio che
le bottiglie possano esplodere a causa di una ulteriore fermentazione causata proprio dai batteri rimasti nelle bottiglie sporche.

3) Acqua di scarsa qualità
L'acqua è un elemento così semplice eppure così essenziale per la birra, eppure molti utilizzano della comune acqua di rubinetto senza sapere che al suo interno si trovano cloro, solidi di vario genere disciolti e altri contaminanti che possono compromettere il sapore finale.

4) Non seguire le istruzioni
Una ricetta va seguita alla lettera, già una piccola modifica alle dosi o ai tempi può seriamente modificare la nostra birra. Chi ha poca esperienza in particolar modo tende a non seguire scrupolosamente le istruzioni o a bruciare le tappe con effetti imprevisti.

5) Cominciare con una ricetta complessa
Soprattutto all'inizio conviene cominciare con qualcosa di semplice, tanto per fare pratica con le procedure base, senza puntare subito a ricette complesse che richiedono più tempo, ingredienti e pratica.

6) Utilizzare ingredienti scaduti
Utilizzare sempre ingredienti freschi, in particolar modo questo è consigliabile per il lievito. Malto, lievito e luppolo non freschi modificheranno irrimediabilmente il sapore finale della birra.

7) Troppi cambiamenti tutti insieme
Avete cercato di creare una birra ma alcune cose non vi sono piaciute? Troppo caramellata? Troppo luppolata? Modificate la ricetta poco per volta e segnate ogni cambiamento, senza fretta, per avere una idea più precisa di cosa abbia provocato il cambiamento.

8) Non aspettare che la fermentazione sia completa
A volte la fretta di provare la propria creazione o una errata misurazione portano ad una prematuro imbottigliamento della birra, senza aspettare che la fermentazione sia completa, con forti rischi che una volta imbottigliata, la birra continui la sua fermentazione in bottiglia, trasformandola in una vera e propria granata.

9) Bollire troppo il mosto
Il mosto è delicato e non bisogna lasciarlo troppo a bollire, se non ci si vuole ritrovare con un gel appiccicoso sul fondo della pentola.

10) Non areare adeguatamente il mosto
Affinché il mosto assorba l'ossigeno necessario al lievito per una sana maturazione sono necessari alcuni minuti. Più le cellule di lievito sono sane, più la fermentazione sarà veloce e pulita.

11) Non controllare la temperatura della fermentazione
Aspetto fondamentale di cui tenere conto se non si vuole correre il rischio di buttare tutto a fine giornata. Il lievito ha bisogno di una temperatura ideale per poter fare il suo lavoro, solitamente la temperatura è scritta sulle bustine del lievito stesso. C'è anche chi suggerisce di porre la pentola al centro della casa, possibilmente al buio, onde evitare sbalzi di temperatura che rovineranno irrimediabilmente il tutto. E comunque termometro sempre a portata di mano!

12) Non controllare il quantitativo di lievito
Affinché avvenga la fermentazione, c'è bisogno del giusto quantitativo di cellule di lievito , altrimenti vengono messe sotto stress e producono degli "off-flavors", odori sgradevoli. Quindi conviene assicurarsi che il mosto sia sempre ben areato e magari aggiungere dei nutrienti per lievito (Servomyces) al termine della bollitura per dargli una spinta in più.

13) Non controllare il livello di zucchero per il priming
Poco zucchero può non far partire la fermentazione, troppo può provocare una carbonazione eccessiva, aumentando i rischi che la bottiglia scoppi un volta che la birra è imbottigliata. Si consiglia quindi di utilizzare un calcolatore per sapere la giusta quantità.

14) Non controllare il malto
Affinché il malto possa esprimere appieno tutti i suoi aromi e sapori il mashing deve essere fatto per bene, in maniera tale che l'acqua possa assorbire il malto, accertarsi che la temperatura non sia troppo elevata e mescolare di tanto in tanto il mosto, per evitare che il malto bruci e si attacchi sul fondo della pentola.

15) Preoccuparsi troppo!
Certo le cose da considerare sono tante, però innanzitutto bisogna ricordarsi che se si seguono tutte le procedure la birra verrà bene, quindi è inutile preoccuparsi eccessivamente. Non a caso Charlie Papazian parla spesso di questo aspetto nel suo famoso libro "The Complete Joy of Homebrewing".

Questi erano gli errori più frequenti di chi ha appena iniziato a produrre birra in casa. Voglio anche ricordare che sul web sono tanti i forum e le pagine facebook dove poter chiedere consigli e opinioni, ma anche seguire le indicazioni di un buon libro per homebrewers può aiutarci ad evitare brutte sorprese. Ricordate che la pratica rende perfetti e che fare la birra in casa è un hobby e come tale deve essere divertente.
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BRASSARE ROMANO 2015
Parte la quarta edizione del concorso
che si terrà nei pub di Roma
lazio (roma) roma

pubblicato il 10/02/2015 01:54:46 nella sezione "Home brewers"

E' da poco partita la quarta edizione di Brassare Roamano, il concorso per homebrewers organizzato da
Barone Birra e Brewing Bad diviso in quattro tappe, organizzate in altrettanti pub della Capitale. Qui trovate tutte le tappe e i locali del concorso, ad ogni tappa sarà dedicato uno stile, in linea con il BJCP.

Di seguito riporto il regolamento:

"Brassare Romano è un concorso per homebrewers (altrimenti detti birrificatori casalinghi). Al concorso sono ammesse birre autoprodotte con i metodi estratto + grani (E+G) e all grain. Il concorso è aperto a tutti gli homebrewer che non hanno mai avuto incarichi come birraio in birrifici italiani e stranieri. La classifica finale eleggerà il “Campione di Brassare Romano 2015” sulla base dei risultati ottenuti nelle quattro tappe che si svolgeranno in quattro locali romani durante l’anno solare 2015; ogni tappa sarà dedicata a uno stile di birra. Le birre in gara verranno giudicate in base allo stile di riferimento previsto per la serata. Le birre iscritte dovranno rispettare i criteri di valutazione richiesti dalla giuria, basandosi su ciò che viene riportato sulla guida del BJCP 2008. Se la birra presentata non rispecchierà almeno in parte le caratteristiche richieste, verrà giudicata fuori stile e non potrà essere valutata.

A valle dell’iscrizione verrà richiesta la compilazione di una scheda dedicata alla descrizione della birra iscritta.I punteggi attribuiti ai partecipanti per la classifica generale del concorso, che dipenderanno dalle posizioni ottenute nelle singole tappe, saranno i seguenti:

Semplice partecipazione al concorso: 1 punto
Punteggio della tappa superiore a 55: 1 punto
Punteggio della tappa superiore a 65: 2 punti
Punteggio della tappa superiore a 75: 3 punti
Punteggio della tappa superiore a 85: 4 punti
Punteggio della tappa superiore a 95: 5 punti
Primo classificato della tappa: 13 punti
Secondo classificato della tappa: 11 punti
Terzo classificato della tappa: 9 punti
Quarto classificato della tappa: 7 punti
Quinto classificato della tappa: 6 punti
Sesto classificato della tappa: 5 punti
Settimo classificato della tappa: 4 punti
Ottavo classificato della tappa: 3 punti
Nono classificato della tappa: 2 punti
Decimo classificato della tappa: 1 punto

Al termine del concorso generale, in caso di concorrenti a pari punteggio, verrà conteggiata la media dei punti ottenuti dalle birre presentate nella diverse tappe. Sarà possibile presentare solo una birra per ogni singola tappa. Non ha importanza la data di preparazione di essa, l’importante è che sia attinente allo stile richiesto; nel caso di birra prodotta “a più mani” saranno assegnati i punteggi al solo primo nominativo iscritto.

La quantità obbligatoria di birra da presentare ad ogni tappa è di 1 litro con due bottiglie da 0,5 litri oppure tre bottiglie da 0,33 litri. Per partecipare ad ogni singola tappa del concorso è necessaria una iscrizione da effettuare a partire dalle date indicate nella pagina iscrizioni. Le iscrizioni per ogni tappa si chiuderanno tre giorni prima di ogni evento o se venisse raggiunto il numero massimo di partecipanti per ogni tappa (fissato a 25). La birra potrà essere consegnata al locale che ospiterà l’evento (di solito due/tre giorni prima) oppure, nel caso in cui non fosse possibile, la birra potrà essere spedita all’indirizzo che verrà fornito al momento dell’iscrizione. Il punteggio delle schede della giuria determinerà i vincitori del singolo concorso ed il giudizio della giuria è insindacabile."

Tra i giudici che valuteranno le birre quest'anno saranno presenti Andrea Turco (Cronache di Birra), Francesco Stefanelli (Giudice ADB), Mauro Pellegrini (Giudice ADB), Francesco Cassone (Giudice ADB), Salvatore Cosenza (Giudice ADB), Adriano Giulioni (Giudice ADB) e Armando Stano (Giudice ADB).

I vincitori delle singole tappe riceverrano premi dal locale dove è organizzata la tappa, mentre i vincitori del concorso potranno vincere ricchi premi dalle associazioni che collaborano con gli organizzatori e tanto altro. Per iscriversi basta andare sulla pagina Iscrizione e prenotarsi. Per la prima tappa i posti sono già esauriti, ma ci si può comunque iscrivere nel caso che qualcuno degli iscritti non si presenti o si ritiri.
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DA BEER ATTRACTION ANCHE LA BIRRA "FATTA IN CASA" CHE FARÀ TENDENZA
Al via l’Homebrewing Contest 2015/2016 riservato ai migliori birrificatori non professionali italiani ed europei.

pubblicato il 30/01/2015 13:05:52 nella sezione "Home brewers"

Dal 21 al 24 febbraio Rimini sarà la capitale della birra. Anzi si tramuterà nel pub più grande d’Italia, con BeerAttraction International CraftBreweries Show, dove si daranno appuntamento appassionati provenienti da tutto il continente. Una realtà, quella della birra artigianale, che va analizzata al di là dei numeri e che si pone anche come una tendenza che in breve tempo ha creato un nuovo fenomeno: quello degli imprenditori “home made”.
Acqua, malto, luppolo, lievito sono gli elementi da cui nasce la birra. Quella che conosciamo tutti, ma non quella che beviamo abitualmente. Perché negli ultimi anni è cresciuta esponenzialmente da parte del pubblico la tendenza a crearsi la birra all’interno del proprio locale o addirittura, come sempre più spesso accade, in casa propria o nel proprio garage. Birre tutte diverse tra loro. Birre ognuna con un proprio dna. A questi appassionati è così riservato l’Homebrewing contest 2015/2016 al quale parteciperanno i migliori birrai casalinghi e quindi non professionali, italiani ed europei che si sfideranno per produrre le birre più buone e gustose.

L’evento, che si svolgerà nelle giornate aperte al pubblico (21 e 22 febbraio), è organizzato da Rimini Fiera in collaborazione con Unionbirrai e Simatec e si pone come obiettivo quello di dare visibilità ai birrificatori non professionali, divulgando le loro idee innovative.
Durante il contest, che avrà la durata di un anno, si dividerà in 3 fasi e prevederà la selezione anche attraverso la produzione di diverse tipologie di birra, i birrificatori non professionisti avranno la possibilità di produrre birra grazie ad un impianto professionale, e sperimentare la possibilità di divenire “pro” del settore. Il vincitore del contest si aggiudicherà un impianto Simatec che verrà esposto in occasione della manifestazione. La proclamazione del vincitore invece avverrà in occasione di BeerAttraction 2016.
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COME FARE IL WHIRLPOOL E I SUOI VANTAGGI
Vediamo come separare i residui dal mosto

pubblicato il 27/01/2015 13:50:14 nella sezione "Home brewers"

Il whirpool, ovvero la tecnica con cui si crea una specie di vortice nella pentola per separare i residui solidi dal liquido, impiega 2 metodi per separare il trub, il residuo, dal mosto. Il primo è la sedimentazione, il che significa che il trub si deposita sul fondo quando è lasciato da solo. La seconda è la forza centrifuga che costringe il trub verso il centro. Se si utilizzano entrambi i metodi, il trub formerà un bel cono al centro. Questo è la principale tecnica di separazione del trub utilizzata dalle birrerie commerciali che precedono il raffreddamento del mosto. Gli homebrewers possono fare il whirlpool prima o dopo il raffreddamento. Mentre la sedimentazione da sola potrebbe bastare, il trub sarà quindi distribuito uniformemente sul fondo della pentola, rendendo il sifonamento più facile rispetto al cono di thrub sul fondo.

Questi sono i passi per il whirlpool dopo il raffreddamento del mosto:

Il mosto viene raffreddato con un refrigeratore ad immersione;

Poi la pentola viene spostata in una posizione elevata. Il whirlpool può essere fatto con un cucchiaio igienizzato o con una bacchetta da ossigenazione. Quest'ultima è molto pratica poiché nessun cucchiaio deve essere igienizzato e l'ossigenazione del mosto viene già fatto durante il whirlpool. Dopo che è stato avviato non deve essere spostato o disturbato in modo da consentire una rotazione regolare del mosto;

Il mosto deve riposare per almeno 20-30 minuti, assicurandosi che sia coperto. Ora è anche un buon momento per disinfettare l'attrezzatura per la fermentazione;

Ora che il trub si è sistemato, il mosto può essere travasato in un fermentatore;

Quando il travasatore viene inizialmente messo dentro, non dovrebbe arrivare fino in fondo per evitare un'interferenza con il cono del trub. Man mano che il livello del mosto scende, il travasatore può essere abbassato ulteriormente. Il sifonamento può essere avviato da un sifone automatico.
Se si utilizza una pentola con un rubinetto, il rubinetto dovrà stare più sopra del trub affinché funzioni;

Quando il livello del mosto raggiunge il fondo, se sbirciate nella pentola si inizia a vedere la parte superiore del cono di trub. Questo cono comincia lentamente a diffondersi via via che il livello di mosto scende ulteriormente. E quando il trub inizia ad essere aspirato, è il momento di fermare il flusso;

Dal momento che ci sarà una notevole quantità di mosto lasciato nel thrub, tanto vale raccoglierlo. Se non è necessario per la fermentazione principale non vi è alcuna necessità di mantenere condizioni sanitarie ottimali per la raccolta. Un grande imbuto e tovaglioli di carta andranno molto bene per filtrare il mosto dalla fanghiglia del thrub. Volendo si può congelare questo mosto ed usarlo in cucina, ma prima andrà bollito.

Risultato: molto poco materiale nel fermentatore primario, che renderà più facile la raccolta di lievito e darà una birra più pulita.

Come accennato in precedenza, il whirlpool può essere utilizzato anche prima che il mosto venga raffreddato. In questo caso il mosto viene raffreddato durante il travaso nel fermentatore mediante l'uso di un controflusso o di una lastra refrigerante. Va notato che il cold break finirà nel fermentatore primario che non è un problema come l'hot break o i frammenti di luppolo. Il problema casomai è il DMS (dimetilsolfuro). Poiché il DMS si forma finché il mosto è caldo e il suo precursore (SMM) è presente, il DMS si forma quando il mosto è a riposo dopo il whirlpool. Diversamente dall'ebollizione, il DMS non è tolto e rimane nella birra. Questo è un problema in particolare per le birre a base di certi malti poco tostati (come il Pilsner per esempio) che contengono alti livelli di SMM rispetto ad alcuni malti più tostati (come il Munich per esempio). Se si utilizza un chiller di controflusso per raffreddare il mosto e sentite un sapore di DMS nella birra, si consiglia di far bollire per più tempo o utilizzare un refrigeratore ad immersione.

Come avviene il whirlpool
A causa della rotazione del mosto, questi viene forzato verso l'esterno contro la parete della pentola. Ciò provoca un gradiente di pressione, con la pressione più bassa al centro e più alta vicino alle pareti. Grazie all'attrito tra il fondo della pentola e il mosto in rotazione, il mosto più vicino al fondo non gira veloce come il mosto più in alto e il suo gradiente di pressione sarà inferiore. Il risultato è un movimento interno a spirale del mosto in prossimità del fondo, che viene "risucchiato" al centro della pentola e viene poi forzato verso l'esterno. L'attrito sulla parete e sul fondo della pentola provoca un rallentamento della rotazione. Ecco perché anche la corrente verso l'interno lungo il fondo diventa più lenta. In poco tempo sarà solo in grado di spostare il materiale in sospensione al centro ma non sarà in grado di sollevarlo, andando quindi a formare il caratteristico cono.
Il cold break non viene influenzato dal whirlpool. Alcuni assestamenti di tale materiale sul fondo si verificano durante il periodo di riposo.

Quindi come abbiamo visto i vantaggi del whirlpool sono tanti: una riduzione di DMS, grazie al raffreddamento più veloce, un sapore più rimarcato di malto e luppolo (in quanto se il mosto non è in ebollizione non avviene l'isomerizzazione degli alfa acidi, il livello di amaro non aumenta, e ci sarà un maggior rilascio di aroma) e una birra molto più pulita.
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CORSO HOMEBREWERS DI MALTUS FABER E MASSIMO FARAGGI
Domenica 22 Marzo dalle 9 alle 18 a Genova
liguria (genova) genova

pubblicato il 23/01/2015 09:37:44 nella sezione "Home brewers"

Zenzero e il birrificio Maltus Faber organizzano il corso teorico-pratico per homebrewers che si terrà domenica 22 Marzo dalle 9 alle 18 presso il circolo ArciZenzero. Docente del corso sarà Massimo Faraggi, docente di numerosi corsi hb e autore di link “La Tua Birra Fatta in Casa” insieme a Davide Bertinotti, uno dei libri più conosciuti e apprezzati per la sua chiarezza e utilità tra i manuali per imparare a preparare la propria birra. Durante il corso sarà preparata la Blonde Hop di Maltus Faber a partire dagli ingredienti fino alla cotta con metodo all-grain.

Programma del corso:

mattino

Benvenuto ai partecipanti

Argomenti trattati:

Introduzione sulle tecniche di produzione

Gli ingredienti

La preparazione del mosto

Densità e calcolo della gradazione

Le tipologie di attrezzatura

Svolgimento della cotta:

Macinatura e riscaldamento

Ammostamento

Trasferimento nel tino-filtro

Ricircolo e Sparge

pausa pranzo


pomeriggio

Bollitura, luppolatura e unità di amaro

La fermentazione, teoria e pratica

La sanitizzazione

Tecniche di imbottigliamento, maturazione e conservazione

Scelta e progetto di una ricetta

Svolgimento della cotta:

Bollitura con luppolo

Raffreddamento

Sanitizzazione dell’attrezzatura

Inseminazione del lievito

Domande finali e saluti.

Il corso costa 70€ (65€ per i soci Slow Food, Zenzero e MoBI) e comprenderà pranzo e una copia del libro “La Tua Birra Fatta in Casa”. Il circolo ArciZenzero si trova in via Giovanni Torti, 35.
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NUOVI CORSI GRATUITI
PER IMPARARE A FARE LA BIRRA IN CASA
Da martedì 27 Gennaio fino a sabato 28 Marzo si terranno i nuovi corsi di Mandrake Birra all'Hideout di Grottaferrata
lazio (roma) grottaferrata

pubblicato il 11/01/2015 19:53:31 nella sezione "Home brewers"

Questo corso è scaduto! Per conoscere gli ultimi corsi per homebrewers, cliccate qui!

Con l'anno nuovo arrivano i nuovi corsi gratuiti di Mandrake Birra, pseudonimo dell'homebrewer romano Giuseppe Marella. Si comincia martedì 27 Gennaio con un corso E+L (estratto di malto e luppolatura), tutti i corsi avranno una parte teorica e una pratica e dureranno uno o due giorni sotto la guida di un homebrewer con una lunga esperienza nel settore della birrificazione casalinga. I corsi si terranno presso il risto-pub Hideout di Grottaferrata in collaborazione con Polsinelli Enologia e il beershop Beerewine.

Per informazioni e prenotazioni ai corsi telefonare 324/6383841 o visitare il sito Birra Castelli Romani.

Chi è "Mandrake Birra"?
Mastro ed Esperto birraio, produce birra all-grain da 23 anni, sperimenta e sviluppa ricette per birrifici e privati, ha contatti con il belgio brugge, realizza le sue birre con i suoi lieviti e tiene corsi per aspiranti homebrewers, dove chiunque può imparare come realizzare la propria birra.
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