Birra e birrerie è prodotto da Giuseppe Mautone
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LA PRIMA BIRRA TRAPPISTA ITALIANA SI CHIAMA "TRIPEL TRE FONTANE"
Prodotta dal monastero omonimo la birra trappista è una Tripel rifermentata in bottiglia aromatizzata all'eucalipto
lazio (roma) roma

pubblicato il 10/05/2015 20:44:19 nella sezione "Birre"

Anche l'Italia ha la sua birra trappista: si tratta della "Triple Tre Fontane" della Comunità dei Monaci Trappisti delle Tre Fontane di Roma. Questa birra rifermentata in bottiglia si è guadagnata il famoso marchio "Authentic Trappist Product" dall'Associazione Internazionale Trappista in questi giorni.

Ma cosa è una birra trappista? Chi può ottenere il marchio "Authentic Trappist Product"?
Sul sito dell'
Associazione Internazionale Trappista le tre regole dicono che:

1) la birra deve essere prodotta da monaci trappisti, o dipendenti sotto il loro controllo, all'interno di un monastero trappista.
2) la produzione deve essere subordinata al monastero per finalità economiche utili al monastero stesso
3) la birra non viene prodotta per profitto, ma solo per il sostentamento dei monaci e per le ristrutturazioni necessarie al monastero. Ciò che resta andrà in opere di carità.

Ed è proprio la volontà di non trarre profitto dalla birra che spiega la limitata quantità prodotta: solo 1000 ettolitri. La birra è stata realizzata grazie ad un'antica ricetta ritrovata dai monaci e portata a Roma dai monaci francesi di Trappes in visita a Roma durante la bonifica dalla malaria. Sul sito del monastero viene descritta come una birra dal corpo medio con note calde ben accompagnate dall'eucalipto:
"Birra ad alta fermentazione prodotta con ricetta della Comunità dei Monaci Trappisti delle Tre Fontane.

Birra color oro intenso dal sapore incisivo e moderatamente fruttato con l'eucaliptus che stringe le note fruttate portandole a se. La dolcezza è bilanciata da un buon amaro derivante da luppoli e alta carbonatazione dona un finale secco al palato. Il retrogusto dolciastro è sterzato dalla spezia che con la sua dote balsamica pulisce e rinfresca il sapore; benché l'impressione di leggerezza, il corpo è medio. L'elevato contenuto di alcool aggiunge una sensazione di calore raffinata dai toni balsamici dell'eucalipto.

Grado Alcolico 8,5°
Bottiglia 75 cl e da 33 cl."

Con questa le birre trappiste in tutto il mondo sono 12: Achel, Chimay, Stift-Engelszell, La Trappe, Monts des Cats, Orval, Rochefort, Spencer, Westmalle, Westvleteren, Zundert
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LA BIRRA INDOSSA I JEANS
In occasione del Vinitaly 2015 verranno presentati Birra Ceci 1938 Blue Jeans e i jeans trattati con il malto

pubblicato il 19/03/2015 23:57:33 nella sezione "Birre"

In occasione del
Vinitaly 2015, la rassegna internazionale dei vini che si terrà a Verona dal 22 al 25 Marzo, Cantine Ceci presenterà la sua “Birra Ceci 1938 Blue.J” nata in collaborazione con il celebre marchio di abbigliamento denim Meltin'Pot. Per l'occasione sono stati realizzati degli speciali jens trattati con il malto, lavorati come in un birrificio e investiti dai vapori derivanti dalla produzione di birra che donano una sporcatura naturale e una tinta che tende al marrone, oltre a regalare ai jeans uno spiccato odore di malto. Potrete trovare i jeans all'interno del festival al padiglione di Cantina Ceci conservati in un tubo di vetro che riproduce i fermentatori per la birra. Altro progetto che vede la partecipazione di Cantina Ceci è il packaging della birra Weiss dei Mastri Birrai Umbri, che riproduce fedelmente le cuciture di un vero jeans.
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GROUND CONTROL, LA BIRRA REALIZZATA CON LIEVITO DALLO SPAZIO
Ninkasi Brewing rilascerà la sua birra il 13 Aprile

pubblicato il 19/03/2015 19:15:17 nella sezione "Birre"

Il birrificio dell'Oregon
Ninkasi Brewing a breve lancerà sul mercato "Ground Control", imperial stout con lievito spedito nello spazio. lanciato in orbita lo scorso Ottobre da Spaceport America, il primo carico era andato perso nel deserto e solo sei provette sono riuscite a ritornare in sede pochi giorni fa. La Ground Control sarà prodotta in edizione limitata in bottiglie da 22 ounce (circa 330 ml) e sarà realizzata con nocciole dell'Oregon, anice stellato e granella di cacao. Già altre aziende avevano avuto un'idea simile, come la Sapporo che aveva realizzato delle birre in edizione limitata con malto spedito nello spazio verso la stazione internazionale ISS e una cassa di Scotch lasciata invecchiare due anni nella stazione spaziale prima di ritornare sulla Terra.

Se volete provare questa birra spaziale dovrete aspettare il 13 Aprile.
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SEMBRA UN RICOSTITUENTE MA IN REALTA' E' UNA BIRRA
La nuova birra di Brewdog "Restorative Beverage for Invalids and Convalescents" promette un amaro molto secco e deciso

pubblicato il 05/03/2015 18:55:53 nella sezione "Birre"

Dopo la
Vagabond è in arrivo un'altra novità dal birrificio scozzese Brewdog: "Restorative Beverage for Invalids and Convalescents". Un nome che sembra indicare una medicina ma che in realtà non lo era, anche se c'è un motivo preciso dietro questo nome.

Questa birra è stata realizzata basandosi sulla descrizione di Indian Pale Ale di un libro di medicina del 19º secolo, "A Treatise on Food and Diet" scritto dal Dr Jonathan Pereira, secondo la quale una IPA del 1843 doveva essere:"Attentamente fermentata, per evitare che fosse dolce, o in altre parole, deve essere secca; e il contenuto in luppoli deve essere il doppio del normale. Una bevanda ricostituente per gli infermi e i convalescenti". Il co-fondatore di BrewDog James Watt ha dichiarato in un'intervista:"Questa è la storia in una bottiglia. Brewdog è sempre stata ispirata dalle IPA del passato, famosa per la grande quantità di luppoli utilizzati per birre dall'amarezza forte e decisa. Con questa birra, abbiamo creato una birra di tale intensità che vi sembrerà che vi stiano iniettando luppoli dritti nella vostra lingua con una siringa. E' una Indian Pale Ale nella sua forma più pura: chiara, amara e secca".

La nuova birra di Brewdog sarà disponibile sull'e-shop a partire da domani.
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VAGABOND, LA PALE ALE GLUTEN FREE DI BREWDOG
Il suo slogan è "V for Vagabond"

pubblicato il 03/03/2015 20:22:36 nella sezione "Birre"

Vagabond è la nuova birra targata Brewdog, una pale ale gluten free con malti Extra Pale, Cara e Crystal e luppoli Centennial e Amarillo, IBU pari a 55 e un contenuto di glutine inferiore a 20ppm.

James Watt, co-fondatore di Brewdog ha dichiarato in
un'intervista:"Brewdog esiste per far appassionare la gente alla birra come noi, ecco perché stiamo spingendo i limiti nel campo della produzione dela birra per espandere gli orizzonti della birra artigianale. I prodotti senza glutine vengono spesso considerati deludenti, quindi abbiamo voluto provare che ad una birra senza glutine non mancano il sapore intenso e la consistenza di una birra artigianale. Con Vagabond, c'è finalmente una birra gluten-free artigianale che ha il sapore che dovrebbe avere." E conclude con questa frase:"Stiamo dimostrando zero tolleranza per l'intolleranza al glutine e qualsiasi intolleranza su ciò è semplicemente un qualcosa che non tollereremo".

Per lanciare la nuova birra, chiunque voglia ordinare una Vagabond può andare in qualsiasi locale Brewdog e fare il gesto della V allo staff per bere la nuova gluten free. Inoltre si può acquistare online direttamente sull'e-shop Brewdog.
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UNA BIRRA PER SPINGERE LA GENTE
A PRENDERE IL BUS
In Uk arriva "Hop On", pale ale da 4.1%

pubblicato il 20/02/2015 12:33:55 nella sezione "Birre"

Hop On è il nome della birra nata dalla collaborazione tra Pub People, la società Youbus e il birrificio di Giltbrook
Blue Monkey, una pale ale con 4.1% di gradazione alcolica.

Mark Gallager, direttore marketing e vendite di Pub People ha commentato così l'iniziativa:"I bus locali sono importanti per chi ama la birra e molti dei nostri clienti usano i bus per venire nei nostri pub. Quando ci siamo resi conto di quanti dei nostri pub erano presenti sulle rotte di Yourbus, offrire la nostra collaborazione ci è sembrato ovvio". Un'iniziativa che sicuramente convincerà sempre più persone ad utilizzare il bus per andare al pub, ha detto la direttrice marketing di Yourbus Sarah Taylor che ha aggiunto che sarà possibile utilizzare la "Genie Card", una carta punti, per avere degli sconti su una pinta di Hop On. La birra è stata rilasciata ufficialmente giovedì e sarà disponibile per tutti i pub della Pub People lungo le rotte Yourbus.

Un modo per ridurre il traffico e tornare a casa senza preoccupazioni.
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PATRICK MCGOVERN, L'"INDIANA JONES DELLE BIRRE"
Specializzato nel ricreare le birre dell'antichità

pubblicato il 10/02/2015 00:33:09 nella sezione "Birre"

Avevamo già visto birre dell'antichità come quella ricavata da un
fossile di balena di 35 milioni di anni fa e la Egtved's Girl, la birra preistorica, ma c'è chi ha deciso di specializzarsi nel ricreare birre e bevande dell'antichità. Si tratta di Patrick McGovern, direttore scientifico del Laboratorio di archeologia biomolecolare della cucina, delle bevande fermentate e della salute al Museo dell’Università della Pennsylvania di Philadelphia, che grazie a dei semplici frammenti di residui fossili di bevande trovate nelle tombe e nelle rovine è capace di ricreare birre di secoli fa. Non a caso è soprannominato l'"Indiana Jones delle antiche bevande".

Da dei semplici frammenti è possibile trovare i marcatori naturali degli antichi ingredienti, ad esempio l'acido tartarico indica la presenza di uva nel composto, mentre l'ossalato di calcio indica la presenza di birra d'orzo. Si è inoltre dedotto che l'industria del vino, della birra e dell'idromele fossero inseparabili; per assicurarsi che la fermentazione non si interrompesse gli antichi prendevano tutto ciò che contenesse zucchero e lo mischiavano insieme.
Una delle prime birre ricreate da McGovern è la Midas Touch, una curiosa combinazione di vino, birra d'orzo e idromele, ricreata da residui trovati su vasi di bronzo trovati appunto nella tomba di Mida in Turchia nel 700 a.c. dove erano presenti anche residui di cibo, agnello o capra arrosto, che indicavano un banchetto in corso. Ricreare questa antica birra era anche un modo per ricreare l'atmosfera di quel banchetto antico. La Midas è prodotta da Dogfish Brewery che ha utilizzato miele greco prodotto dai fiori di timo e il migliore zafferano per ricreare l'amaro della bevanda (voglio ricordare che il luppolo venne utilizzato solo dal 700 d.c.). Il gusto secondo McGovern è simile al vino bianco, una birra da abbinare al pesce.

Tra le altre birre ricreate c'è la Theobroma, prodotta da alcuni frammenti di ceramica trovati in Honduras e risalenti al 1400 a.c., dall'inconfondibile aroma di cacao, l'Etrusca, ottenuta da residui provenienti dalle tombe del centro Italia risalenti al 2800 a.c. e che tra i suoi ingredienti presentava malto d'orzo, melograno, grano cimelio, farina di nocciole e persino mirra e la Chateau Jiahu ottenuta da frammenti rinvenuti nel villaggio di Jiahu, nella provincia di Henan in Cina, risalenti al 9000 a.c. che indicano che la ricetta originale prevedesse l'uso di riso, miele e frutta. Tutte queste birre sono prodotte da Dogfish Brewery.
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"LITTLE FOOT RED", LA BIRRA ECOLOGICA A RIDOTTE EMISSIONI DI CO2
In Oregon un particolare processo di produzione riduce le emissioni del 50%

pubblicato il 03/02/2015 20:25:56 nella sezione "Birre"

Il grande problema dei mutamenti climatici deriva sopratutto dalle emissioni di anidride carbonica (CO2) nell'aria da parte delle fabbriche, molte aziende hanno quindi deciso di ridurre le emissioni con specifici programmi ecologici per ridurre le emissioni. Anche il birrificio
Migration Brewing Company di Portland, Oregon, ha fatto la stessa cosa, producendo una birra rossa a basso impatto ambientale e che utilizza solo ingredienti a km0 ecologici in collaborazione con l'Oregon Environmental Council. La birra in questione si chiama "Little Foot Red", un richiamo alla Carbon Footprint (che rappresenta l'emissione di gas che alterano il clima di un'azienda o una fabbrica), una variante "green" di un'altra birra dello stesso birrificio, la "Blood, Sweat and Red". Per realizzare la Little Foot Red il birrificio ha preso alcuni provvedimenti:

- L'orzo proviene da coltivazioni ecologiche a km0 per ridurre i viaggi e quindi le emissioni di CO2 dovute al trasporto del 15%

- Uno scaldacqua ad alta efficienza riduce i consumi di elettricità

- L'acquisto di crediti di carbonio

La birra risulta "abbastanza luppolata con un finale secco" come afferma in un'intervista Tony Edgerton, birraio di Migration. Il co-proprietario del birrifcio Mike Harnes ha dichiarato che lo scopo della birra era quello di far partire un dialogo serio sulle emissioni di carbonio. A tal proposito la birra non sarà spedita in tutto il mondo, ma si potrà bere solo nel birrificio Migration, proprio per evitare ulteriori emissioni di CO2 causate dal trasporto. Vediamo adesso quanta CO2 viene generata per produrre questa birra: secondo la consulente dell'Oregon Environmental Council Molly Hatfield per la produzione della birra Blood, Sweat and Red si generavano circa 137 chilogrammi di CO2, per quella di Little Foot Red appena 57.

Una bella notizia per l'ambiente ed un'ottima iniziativa che potrebbe anche prendere piede in tanti altri birrifici nel mondo.
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ACCISA NERA, LA BIRRA CONTRO L'AUMENTO DELLE ACCISE
L'iniziativa di Accademia delle Birre sta girando sui social network per protestare contro il nuovo aumento delle accise di Gennaio

pubblicato il 30/01/2015 18:24:05 nella sezione "Birre"

Abbiamo visto come le accise siano
nuovamente aumentate da Gennaio, un'altra tassa che di certo non favorisce il settore della birra artigianale. Un aumento che porta l'accisa da 2.70 a 3.40 per ettogrado (unità di misura ottenuta moltiplicando gli ettolitri per il grado Plato), per un totale dovuto allo Stato che può arrivare anche al 50% del guadagno.

I produttori di birra non sono certo stati a guardare: sta facendo il giro della rete e dei social network proprio in queste ore "Accisa Nera", Hoppy American Porter, una cotta uguale per tutti i produttori di birra, birrifici artigianali e homebrewers, per protestare contro l'aumento delle accise. L'iniziativa è partita dal gruppo Accademia delle Birre, fondato dal mastro Paolo Erne e da poco sono state pubblicate le ricette che riporto per intero:

Ricetta All-Grain di Emanuele Beltramini

"Ricetta ufficiale Accisa Nera.
Prima di darvi la ricetta ufficiale, vorrei spendere due parole per introdurvela e spiegarvela. La scelta del grist, pochi malti e single hop, é volutamente semplificata per permettere a tutti un'agevole produzione anche con impianto casalingo. Lo stile, anzi il fuori stile, che ho pensato risulta essere una Hoppy American Porter, 4 gradi ABV piuttosto profumata e intrigante. Nei malti ho inserito lo Special B perché, restando a temperature di ammostamento in zona beta amilasi, non risulti troppo secca e pungente; come luppolo ho scelto il Mosaic perché l'ho trovato intrigante e versatile, un misto tra resine e frutta a pasta gialla, con un tocco di floreale veramente esplosivo.

Si richiede un rapporto acqua/grani di 2,5 lt/kg e un'infusione single step a 65 gradi; a conversione avvenuta il canonico mash out a 76 gradi.

Aggiungere circa 1 gr/lt di gypsum (consiglio)
OG prevista 1039 IBU 34
Malti:
82% Maris Otter o Pale
8% Chocolate
5% Special B
5% Fiocchi d'orzo
Luppolo
Mosaic 0,8 gr/lt per 60'
Mosaic 1,2 gr/lt per 5'
Mosaic dry hopping 2 gr/lt (consiglio)."

Ricetta E+G di Antonio De Feo

"EG MiniMash
60% Estratto secco light o amber
22% Maris Otter o Pale
8% Chocolate
5% Special B
5% Fiocchi d’orzo
Luppolo
Mosaic 0,8 gr/lt per 60′
Mosaic 1,2 gr/lt per 5′
Mosaic dry hopping 2 gr/lt (consiglio).
Lievito
Safale US-05
macinare i grani metterli in infuzione con i fiocchi a 65°C fino a conversione avvenuta teoricamente ci vuole almeno un’ora (utilizzare rapporto acqua grani 4:1 e poi lavare la grain bag con i restanti 2:1)
Portare ad ebollizione e luppolare.EG classico
82% Estratto secco light o amber
8% Chocolate
5% Special B
5% Fiocchi d’orzo
Luppolo
Mosaic 0,8 gr/lt per 60′
Mosaic 1,2 gr/lt per 5′
Mosaic dry hopping 2 gr/lt (consiglio).
Lievito
Safale US-05
macinare i grani metterli in infuzione con i fiocchi a 68°C per 30 minuti (utilizzare rapporto acqua grani 4:1 e poi lavare la grain bag con i restanti 2:1)
Portare ad ebollizione e luppolare."

Per decidere l'etichetta di Accisa Nera si è tenuto una votazione online aperta a tutti sempre sul gruppo facebook di Accademia delle Birre dove era possibile scegliere tra tre disegni, tutti realizzati da Giovanna Albano, e alla fine della votazione l'etichetta risultata vincente è quella che vedete qui sopra.
Si invita tutti, birrai e homebrewers, a diffondere la ricetta per protestare contro l'ennesima tassa ingiusta che danneggia uno dei settori più in crescita del nostro Paese. Chi vuole mettere in commercio Accisa Nera, può farlo mantenendo però un prezzo simbolico. Voglio anche ricordare il sito Salva la tua Birra, che ha come scopo proprio la difesa della birra da altre tasse. E pensare che "se la pressione fiscale su questo prodotto fosse analoga a quella di Spagna o Germania, il settore potrebbe generare 7000 nuovi posti di lavoro in un anno. Parliamo di circa 20 posti di lavoro al giorno." come ha spiegato Alberto Frausin, presidente Assobirra, in una recente intervista.
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SANT'ORZO, LA NUOVA BIRRA DI BIRRIFICIO B63
La presentazione alla Foire de Saint'Ours
il 30 e 31 Gennaio ad Aosta
valle d'aosta (valle d'aosta) aosta

pubblicato il 30/01/2015 13:13:17 nella sezione "Birre"

Dall’inesauribile vena creativa del suo mastrobirraio, in occasione della 1015^ edizione della Foiredesaintours, che si svolge nel centro di Aosta, il 30 e il 31 gennaio di ogni anno, B63 presenta la sua nuova birra artigianale, la Sant'Orzo.
Intensa e forte come l’amicizia, nasce la birra doppio malto scura speziata ispirata al Caffè alla Valdostana, omaggio al santo a cui è dedicata la fiera, Sant'Orso.

Non gustarla sarebbe un peccato:
disponibile alla spina e in bottiglia da 75 cl.
Sant'Orzo, Santa Birra!

Caratteristiche:
Birra doppio malto speziata
(Birra di produzione artigianale non pastorizzata e non filtrata)

Ingredienti: acqua, malto d’orzo, miele millefiori della Val d'Aosta, zucchero, scorza d'arancia, cannella, luppolo, chiodi di garofano, lieviti selezionati (saccharomyces cerevisiae)

gradazione alcoolica: 6,5% vol.
gradazione saccarometrica: 16,1 °P
amaro IBU: 4
colore SRM: 14

Bicchiere consigliato: Calice
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"THE PROBLEM SOLVER", LA BIRRA CHE VI AIUTA A RISOLVERE I PROBLEMI
Una birra danese stimola la creatività e rende le persone più abili nel risolvere i problemi della vita quotidiana

pubblicato il 27/01/2015 10:56:31 nella sezione "Birre"

Secondo la CP+B, società di comunicazione danese, bere birra può renderci più creativi e aiutarci a risolvere i problemi quotidiani. Da questa idea è nata
"The Problem Solver", una IPA fruttata e luppolata prodotta dal birrificio di Copenaghen Rocket Brewing Company.

Nel 2012 all'università di Chicago si tenne un esperimento per verificare l'effetto dell'alcol sulla mente umana che coinvolse 40 uomini. Vennero divisi in due gruppi da 20, al primo gruppo venne fatta bere abbastanza birra per raggiungere un livello di 0.075% di concentrazione di alcol nel sangue, l'altro gruppo non bevve niente. Entrambi i gruppi vennero sottoposti a dei test di associazione di parole e di memoria e dai risultati si arrivò a due conclusioni: il gruppo che non aveva bevuto era più abile nel risolvere i test di memoria dell'altro, ma in compenso chi aveva bevuto era più abile e creativo nei test di associazione parole e nel risolvere i problemi. In altre parole è emerso che chi raggiunge un livello di 0.075% di alcol nel sangue subisce un calo di memoria ma è più creativo in quanto l'alcol ci fa dimenticare le cose ma questo migliora la creatività. Da questo studio è partita l'idea della società CP+B per la Problem Solver, una birra che fa spesso apparizione durante i meeting dell'azienda stessa. Ai lati della bottiglia c'è un pratico misuratore che indica quanto si deve bere per raggiungere il livello di 0.075% nel sangue, in base al proprio peso.

Ovviamente i benefici della birra sono solo temporanei, affinché diventino definitivi si dovrebbero bere circa 5000 birre al giorno, come dimostrato da uno studio della Oregon University sui topi, secondo il quale un composto nei luppoli ne aumenterebbe le funzioni cognitive. Mathias Birkvad, un dipendente della CP+B, in una recente intervista ha dichiarato che dopo aver bevuto le birre, lui e i colleghi hanno avuto tante idee originali per i propri clienti.

Insomma la Problem Solver non "ti mette le ali" come un certo energy drink però stimola il cervello, almeno secondo gli ideatori.
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E' IN ARRIVO LA BIRRA DEDICATA A LOVECRAFT
Una Honey Ale in edizione limitata in memoria del maestro dell'horror, famoso per la saga di Chtulu

pubblicato il 13/01/2015 00:20:39 nella sezione "Birre"

In occasione del 125° compleanno di Edgar Allan Poe, storico scrittore statunitense, che ricorre il 19 di questo mese il birrificio del New England
Narragansett produrrà in edizione limitata una Honey Ale dedicata a H.P.Lovecraft, scrittore statunitense famoso per la saga letteraria horror di Chtulu.

La birra, che ha un volume pari a 7% e un IBU pari a 30, sarà venduta in lattine, bottigliette e alla spina per un periodo limitato a partire dal 19 Gennaio. Prodotta con i luppoli Summit ed El Dorado, miele e cinque varietà di malto si presenta come una birra dai sapori dolci, non esattamente in linea con le storie cupe dell'autore, ma la birra vuole richiamare al racconto "The Festival" di Lovecraft, secondo il presidente della Narragansett Beer Mark Hellendrung. La grafica sarà curata dal designer A.J. Paglia.

Questa è la prima birra dedicata all'autore, una seconda arriverà ad Aprile, la “Innsmouth” old ale, birra che richiama un altro racconto di Lovecraft, “The Shadow Over Innsmouth”, una birra che secondo Hellendrung "sarà un'esplorazione del nostro lato più oscuro". La grafica delle lattine e delle bottiglie sarà a cura di Jason Eckhardt, artista e membro della Società Storica di H.P.Lovecraft

Un'offerta imperdibile per chi ama l'horror e la buona birra!
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FORST CHRISTMAS BREW 2014
E in arrivo la birra di Natale di Forst

pubblicato il 27/10/2014 09:35:57 nella sezione "Birre"

La magia della Foresta natalizia raffigurata sulla bottiglia della Birra di Natale – FORST CHRISTMAS BREW.

Tutto il sapore del Natale in una bottiglia.
Come da tradizione, in occasione del periodo natalizio Birra FORST presenta la sua speciale Birra di Natale – FORST CHRISTMAS BREW. Proposta nella ormai classica bottiglia di ceramica da due litri, il cui raffinato e particolare decoro cambia ogni anno. Il motivo della versione di quest’anno riproduce l’atmosfera magica ed accogliente della passata edizione della Foresta natalizia. L’undicesima edizione della bottiglia di Natale esce in edizione strettamente limitata e rappresenta un prezioso pezzo da collezione per appassionati e non solo.

Il decoro che quest’anno impreziosisce la bottiglia di ceramica raffigura la Foresta natalizia, un progetto di beneficenza, voluto da Cellina von Mannstein, Membro del CdA di Birra FORST. Nell’ambito della Foresta natalizia, che si ripeterà anche quest’anno, vengono raccolti fondi a sostegno dell’Associazione Onlus “L’Alto Adige aiuta”. All’interno di pittoresche casette di montagna della Foresta natalizia, dove aleggia lo spirito del Natale, il visitatore può assaporare le specialità culinarie tipiche del Natale nonché le prelibatezze della cucina FORST accompagnate dall’eccellente Birra di Natale – FORST CHRISTMAS BREW.
La speciale Birra di Natale – FORST CHRISTMAS BREW viene appositamente prodotta per le festività natalizie. Dal colore marcatamente ambrato, è una birra gradevolmente luppolata con un aroma inimitabile dato dalle migliori miscele di malto. Per questo la Birra di Natale – FORST CHRISTMAS BREW è l’accompagnamento ideale per gustose pietanze natalizie.
La bottiglia di ceramica da due litri con il pratico tappo meccanico sarà disponibile a partire da metà novembre in tutti i Ristoranti-Birrerie FORST, presso i Mercatini di Natale in Alto Adige e i migliori distributori di bevande. Inoltre, la Birra di Natale – FORST CHRISTMAS BREW viene commercializzata anche in fusti da 15 e 30 litri e nel pratico FORSTY da 12,5 litri.
Prezzo al pubblico € 39,50.
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LA CLASSIFICA DELLE 10 BIRRE
PIU' CARE AL MONDO
Da 40 fino a 920 dollari a bottiglia

pubblicato il 24/10/2014 21:39:42 nella sezione "Birre"

Per una buona birra molti sono anche disposti a spendere qualche soldo in più, ma le birre che vedremo ora sono su tutta un'altra fascia di prezzo! Cominciamo la nostra classifica delle 10 birre più costose al mondo dalla Gran Bretagna:

1) Tutankhamun Ale - Scottish Newcastle Brewery, UK – £31.83 (€41)
Birra prodotta secondo un'antica ricetta di birra ritrovata nella birreria reale della regina Nefertiti. Per ricrearla si è partiti da depositi di birra ritrovati nella camera e grazie ad un microscopio agli elettroni, il birraio Jim Merrington, insieme ad un team di ricercatori, ha prodotte 1000 bottiglie di questa birra antica. La prima è stata venduta all'asta per circa £4,616 (€6.100), anche se poi il prezzo è sceso a €41. Il birrificio di Merrington ha poi chiuso.

2) Crown Ambassador Reserve - Crown Brewery, Australia - $94.99 (€74.98)
Il birrificio ha prodotto solo 7000 bottiglie di questa edizione limitata, ogni bottiglia è stata numerata singolarmente.

3) BrewDog Tactical Nuclear Penguin Beer - Scozia – $176 (€140)
Questa Imperial Stout venne venduta per la prima volta nel 2009 e viene prodotta con uno speciale processo chiamato “chill and skim”, viene poi tenuta per otto mesi in una botte di whisky Arran e altri 8 mesi in una di Islay. Il risultato è una birra da 32% di gradazione.

4) Samuel Adam’s Utopias- Boston Brewing Comapany, US – $238 (€187)
Una delle birre più costose degli Stati Uniti, viene realizzata con malti Vienna, Moravia, malti affumicati Baviera, caramello e quattro varietà di luppolo nobile: Hallertauer Mittelfrüh, Tettnanger, Spalter e Saaz. In seguito viene fatta maturare in botti di Scotch, Cognac e Port fino a 18 mesi, poi imbottigliata in bottiglie di ceramica dorata che raffigura un bollitore di birra. Questa meraviglia da 28% di gradazione viene venduta ogni due anni.

5) Schorschbock 57 - Schorschbräu, Germania – $275 (€217)
Quest'edizione limitata è stata rilasciata per la prima volta nel 2011. Viene prodotta congelando l'acqua che in seguito viene rimossa per dare più corpo e sapore alla birra. Con la sua gradazione da 57.5% e il suo sapore affumicato e speziato, questa birra extra-forte entra di diritto nella classifica delle birre più care del mondo.

6) Sink the Bismarck - Brewdog, Scozia – $324 (€255)
La Sink the Bismarck venne prodotta da Brewdog nel 2010 per strappare il titolo di birra più alcolica alla Schorschbock 57, quindi si capisce che il riferimento alla Bismarck (una delle navi da guerra tedesche più famose della seconda guerra mondiale) è una chiara sfida! Riuscirono nell'intento ma solo per poco tempo. Per arrivare a 41% di gradazione, questa "Quadruple IPA" ha 4 volte il luppolo e l'amarezza di una IPA. A proposito, il record di birra più alcolica del mondo è attualmente detenuto dalla
Snake Venom con ben 67.5% di gradazione!

7) Jacobsen Vintage - Carlsberg, Danimarca – $374 (€295)
Solo 600 bottiglie di birra affinata per 6 mesi in botti di rovere in Svezia sono state prodotte dalla Carlsberg appositamente per i collezionisti e i ristoranti di lusso di Copenhagen. Ogni bottiglia ha una litografia stampata dell'artista danese Frans Kannik.

8) Antarctic Nail Ale - Nail Brewing, Australia – $800 (€631)
Questa Pale Ale da 4.6% di gradazione è stata realizzata con acqua dell'Antartide. Il team di Sea Sheperd ha raccolto un iceberg nell'Oceano Antartico che è stato fatto sciogliere in Tasmania e successivamente la sua acqua è stata usata per la birra a Perth. Più del 90% è acqua e secondo i produttori è "possibilmente la birra più antica e pura del mondo". Solo 30 bottiglie sono state prodotte e vendute all'asta la prima volta nel 2011 per 800 dollari australiani (€550), una seconda volta per 1850 dollari australiani (€1270).

9) The End of History - BrewDog, Scotland – $832 (€657)
La prima cosa che si nota è la confezione: ogni bottiglia è stata inserita in un animale impagliato, precisamente sette ermellini, quattro scoiattoli e una lepre per un totale di 12 bottiglie. Questa birra da 55% di gradazione prende il nome dal libro del filosofo Francis Fukuyama ed è stata prodotta con ortiche delle Highlands scozzesi e bacche di ginepro.

10) Vieille Bon Secours Ale, Belgium – $1,165 (€920)
Questa bottiglia da 12 litri di venne trovata in una cantina di un ristorante di Londra nel 2009 e già allora era una raffinatezza se si considera che aveva un prezzo di 700 sterline (€889). La birra in questione è una Belgian Ale di Caulier da 8% di gradazione.

A queste vorrei aggiungere anche una bottiglia di Lowenbrau che detiene il record assoluto: ben 16.000 dollari, circa 12.630 euro! Questa speciale birra si è salvata dall'incidente dell'Hindenburg avvenuto nel 1937 a New York. Però con tutti gli
shock termici che ha subito non è più bevibile.

Nella fotogallery vediamo nell'ordine: Tutankhamun Ale, Crown Ambassador Reserve, Utopias, The End of History, Vieille Bon Secours.
Leggi per intero ...

BIRRA ALLA SPINA O IN BOTTIGLIA?
Vediamo le differenze tra i due metodi e perché molti considerano l'uno migliore dell'altro

pubblicato il 23/10/2014 06:00:21 nella sezione "Birre"

E' meglio una birra alla spina o una in bottiglia? Questa è una delle domande più diffuse che girano nel mondo birrario. La risposta è: dipende!

Molti tendono a preferire la birra alla spina perché dà l'idea di una birra fresca appena spillata, un prodotto genuino appena fatto, mentre la bottiglia può sembrare un avanzo lasciato nel frigo da chissà quanto. Viceversa, chi preferisce le bottiglie alle spine solitamente pensa che la birra imbottigliata sia esattamente come la voleva il birrificio che l'ha ideata, mentre teme per la freschezza della birra alla spina, in quanto l'infezione che rovina la bevuta è sempre in agguato (queste almeno sono le considerazioni che si sentono più spesso in giro!).
Prima di tutto però bisogna: il tipo di birra. Infatti le Stout o le Trappiste vanno preferibilmente bevute in bottiglia, in quanto godono di una seconda fermentazione nella bottiglia stessa che fa evolvere e crescere il prodotto, diventando una birra di notevole spessore.

Riguardo la birra alla spina bisogna tenere conto di due cose che vengono considerate valide da molti:
- nel fusto c'è meno spazio per l'aria rispetto alle bottiglie, quindi il rischio di ossidazione è molto minore.
- molti birrifici tengono i fusti al fresco prima di venderli, non è il caso invece delle bottiglie, dando alla birra quella freschezza che molti cercano nella bevuta.
Sempre riguardo la spina, qualcuno può chiedere se la birra alla spina sia più forte di quella in bottiglia, visto il leggero mal di testa che sembra prendere in particolare chi beve birre alla spina. Secondo
questo post la risposta è ovviamente no. Il capogiro è dato dal nitrogeno, che è un gas più leggero della CO2, e dai livelli più alti di CO2 presenti nella birra alla spina che vanno nella circolazione sanguigna più facilmente, arrivando prima al cervello e dando quella lieve sensazione di capogiro. Questa è una teoria molto diffusa, anche se bisogna dire che il mal di testa dipende da tanti fattori.

Come detto prima, altro fattore indispensabile da considerare nella scelta quando siete in un pub è la pulizia dell'impianto di spillatura. Se l'impianto non è perfettamente pulito, la birra potrebbe avere infezioni che sarà inevitabilmente smascherata dal diacetile. Lo stesso Charles Bamforth, noto professore di scienze birrarie statunitense e autore del libro Beer Is Proof God Loves Us alla domanda di un reporter:"Tra 50 birre alla spina, quale sceglierebbe?" ha risposto secco:"Una in bottiglia". E aggiunge che preferisce di gran lunga una birra inglese spillata dalla botte (da buon inglese). Sulle spine dichiara nella stessa intervista:"Se in un pub hanno solo una o due spine, sanno come spillare la birra e a fine giornata puliscono l'impianto, facendo passare della birra lungo i tubi alla fine per rimuovere i residui di detersivo, ha il potenziale per diventare il migliore". L'ultimo consiglio che dà è di scegliere sempre birrerie locali rispetto a quelle più lontane da dove ci si trova per evitare che il tempo trascorso durante il trasporto intacchi la birra.
Ultimo fatto da considerare nel caso delle birre alla spina è che dopo 48 ore la CO2 che serve per "spingere" la birra nel bicchiere si mescola alla birra stessa facendola diventare satura di gas e quindi molto pesante, quindi cambiare i fusti è un fattore importante.

Ecco ora alcuni consigli di cui tenere conto quando dovete scegliere tra una birra alla spina e una in bottiglia:
- assicuratevi che la birra sia spillata a dovere. Se ad esempio vedete che i rubinetti a spillo vengono immerse nella birra (cosa che purtroppo può capitare di vedere), prendete una birra in bottiglia o cambiate birreria!
- se volete una bottiglia, evitate quelle con vetro verde o trasparente. Le birre artigianali nella quasi totalità dei casi vengono imbottigliate in bottiglie con colori scuri per proteggere la birra dalla luce.
Bisogna anche dire che molte volte la differenza di sapore tra una birra spillata e la stessa in bottiglia è talmente lieve da diventare quasi impercettibile. Può succedere che una birra alla spina sia molto migliore della stessa birra in bottiglia e viceversa, ma questi sono gusti personali. L'ideale sarebbe di provare una birra sia alla spina che in bottiglia per vedere le differenze e capire quale è quella che più ci piace.

Quindi in definitiva, meglio la bottiglia o la spina? Dipende sopratutto da:
- tipo di birra
- pulizia dell'impianto di spillatura
- servizio della birra
- gusto personale

Tra bottiglia e spina gli amici homebrewers rispondono sempre: la propria! Voi che dite, hanno ragione?
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